One Man Companies – L’arte di arrangiarsi

Avete mai visto un one man band dal vivo? Per me, appassionato di organizzazione aziendale, è uno spettacolo che mi ha sempre affascinato. Vedere come una persona sola, utilizzando in modo diverso le mani, i piedi, la bocca e la testa riesce da solo fare quello che farebbe normalmente un gruppo di tre persone è estremamente stimolante.

Dal 2015 vivo stabilmente a Barcellona. Ho scelto questa città perché è senza dubbio una delle città più attive nell’ambito della creazione di nuove startups. Vengono continuamente organizzati seminari, hackathons, corsi di formazione molto specifici. Sono presenti incubatori di startup sia privati che pubblici e anche sulle piattaforme più informali è possibile trovare eventi e riunioni dedicate all’argomento. Molti dei giovani che vivono a Barcellona passano buona parte del loro tempo libero dedicandosi alla realizzazione di progetti in ambito sociale o alla creazione di una startup. Ogni pomeriggio, prima che il sole tramonti, faccio una passeggiata al Parc Güell. Sulla cima delle tre croci, c’è sempre un signore statunitense che suona le sue canzoni blues con la sua chitarra armonica, l’armonica a bocca e una cassetta di legno e metallo che muove con uno dei piedi per realizzare la ritmica. Il risultato è buono, non perfetto, ma sufficientemente buono per riuscire a guadagnarsi da vivere molto meglio rispetto alla maggior parte delle persone che vivono in questa città.

Se invece che essere da solo, fossero in tre, il risultato sarebbe sicuramente migliore e, probabilmente, l’incasso totale sarebbe migliore. Ma quel guadagno andrebbe diviso con le altre due persone. Nel caso in cui una delle persone fosse in ritardo, o avesse problemi per venire un giorno, non si potrebbe suonare dal vivo fino a quando non ci fossero tutti e tre. Senza contare il tempo utilizzato a discutere riguardo a quali canzoni suonare e come suonarle. Non mi sorprende che il signore preferisca fare da solo il lavoro che di solito farebbero tre persone. Lo sforzo è sicuramente maggiore, per imparare a suonare tre strumenti ci vuole sicuramente più tempo che per impararne solamente uno. La realizzazione degli strumenti per poter portare avanti da solo questa attività ha sicuramente implicato un tempo di realizzazione e un investimento maggiore. Ma la giornata inizia e finisce quando decide lui, e l’incasso è rimane completamente nelle sue tasche.

Anni fa, osservando questa dinamica, mi sono chiesto se questo approccio potesse essere applicato al mondo aziendale. Logicamente, una grande azienda, non può essere gestita e mandata avanti da una sola persona, ma in una piccola startup è possibile. Bisogna essere disposti a imparare moltissime cose ed essere disposti a portare avanti da soli qualsiasi tipo di lavoro. Per quello che non si è disposti, o non si ha il tempo d’imparare o fare, rivolgersi a dei professionisti che possano colmare queste lacune.

Ho iniziato la mia carriera nel mondo delle startup nel lontano 2010, insieme a due soci, fondando una startup nella gestione di progetti in ambito energetico rinnovabile. Nel 2015, con la fine degli incentivi alle energie rinnovabili finì anche la startup. Nel 2017, insieme a due soci, ho aperto un ristorante che sta riscuotendo un discreto successo e mi permette di portare avanti i miei progetti e la mia formazione in estrema libertà. Nel 2018 ho pubblicato il mio primo libro e ho scoperto che essere scrittore è un po come essere un imprenditore. Nel 2020 sarebbe dovuto uscire il mio secondo libro, ma sappiamo tutti che il 2020 non è un buon anno per lanciare nuovi progetti. Decisi così d’intraprendere un nuovo percorso di formazione nell’ambito dell’innovazione sociale.

Nel gestire le startups e i progetti di cui mi occupo mi sento esattamente come il one man band che suona ogni giorno al Parc Güell. Con la testa sempre in più di un progetto alla volta e con le mani che passano continuamente dalla tastiera, alla fotocamera e all’agenda in cui ogni giorno cerco di fare ordine e dare una priorità a ognuna delle tante attività che sto seguendo.

 

Nel corso del 2017 ho cominciato a fornire i miei servizi di consulenza ad aspiranti one man company e fondatori di startup. Non ho dovuto promuovere la mia attività, si tratta di persone che mi hanno visto al lavoro nelle mie precedenti attività e si sono rese conto che il modello di gestione dei miei progetti d’impresa funziona ed è estremamente gratificante dal punto di vista economico ed emotivo. Hanno capito che è meglio avere un consulente che viene pagato per risolvere situazioni specifiche, piuttosto che avere tanti soci con i quali dover continuamente discutere riguardo a tematiche apparentemente insignificanti.

Se hai bisogno di una consulenza per portare avanti il tuo progetto, aggiungimi su LinkedIn, scrivimi cosa ti serve e vedremo come risolverlo davanti a un caffè.